“Ali” è il racconto di un incontro tra un giovane uomo qualunque, un po’ disilluso e pessimista, e un individuo con due ferite rosse sulle spalle, un angelo caduto che ha voglia di soffrire e di amare come fanno tutti gli esseri umani. La creatura, scesa dal cielo attraverso un palo della luce, chiede, interroga, vuole capire il perchè di ogni cosa. E’ curioso e ingenuo come un bambino.

Tra i due si stabilisce una rete di interrogativi reciproci, di curiosità, di conflitti che fanno scoprire all’angelo sentimenti e sensazioni mai provate prima.
L’angelo e l’uomo si incontrano, si scontrano, lottano, si riconoscono a vicenda, si agguantano e si sfiorano in una danza della vita fino alla morte. Scoprendo ricordi seppelliti sotto mucchi di sassi, l’angelo mette a nudo la vita dell’uomo, i suoi dolori e le sue gioie.

La lotta fra i due diventa dura come un gioco. Un gioco crudele e poetico nel quale l’uomo scopre la sua unicità, il suo essere “storia” unica e irripetibile, mentre l’angelo dovrà scegliere fra essere tutto e niente o un’identità precisa, terrena, rinunciando alla sua dimensione divina.

Di: Antonio Viganò, Gian Luigi Gherzi, Remo Rostagno
Con: Jason De Majo e Michael Untertrifaller
Regia: Antonio Viganò
Coreografie: Julie Anne Stanzak

Direzione di produzione: Paola Guerra
Direzione tecnica: Andrea Venturelli

Foto di scena: Andreas Marini
Produzione: Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt

In collaborazione con: Lebenshilfe Südtirol