LE RADEAU DE LA MEDUSE

Progetto Adolescenza
Laboratorio spettacolo per attori-insegnanti e adolescenti

Allora dammi di nuovo i tempi in cui ero
ancora in divenire,
in cui una fonte di urgenti canti
ininterrotta nasceva nuova,
quando la nebbia mi velava il mondo
e la gemma prometteva miracoli,
quando coglievo i mille fiori
che ricoprivano tutte le valli.
Non avevo nulla eppur bastava:
la brama di verità, il piacere d’illudersi.
Dammi indomite quelle passioni,
la profonda e dolorosa felicità,
la forza dell’odio, la potenza dell’amore,
dammi indietro la mia gioventù!
W.Goethe

Ogni anno come operatori culturali incontriamo centinaia di bambini e adolescenti. Con loro condividiamo momenti di formazione teatrale, di scoperta del gioco, di giochi di ruolo, di spazio, di ritmo, di fantasia e scrittura teatrale. Loro sono i nostri interlocutori privilegiati, i nostri attori “sociali”, i nostri materiali quotidiani.
Questo incontro quotidiano ci ha spinti, alcuni anni fa, a creare un evento teatrale, “jeux d’enfants”, dove alcuni operatori teatrali, alcuni ragazzi e alcuni adolescenti, e 4 attori del Teatro la Ribalta, insieme si sono interrogati sul tema dell’infanzia. Le suggestioni trovate nel quadro di Bruguel ci hanno fatto da stimolo in questa creazione teatrale. E’ nato così un laboratorio – spettacolo che ha trovato modo di crescere e di approfondirsi nelle tante tappe fatte in città italiane.
Ci siamo interrogati sul lavoro che facciamo ogni giorno, su cosa significa e quali domande fa nascere. Continuiamo a interrogarci: questa volta sul tema dell’adolescenza. E al posto del pittore Bruguel, ci ha ispirato il quadro, “Le radeau de la Meduse” di Gericault
Del quadro ci interessa la disperazione e la speranza che i personaggi della zattera ci raccontano.
Disperazione e speranza, due sostantivi, che possono in parte raccontare quella età del conflitto, della soglia, della contraddizione che è l’età della adolescenza.
Inoltre, può raccontare di come a noi, adulti, quella età , ” in cui ancora ero in divenire”, ci manchi.
Lo spettacolo nasce qui : dalla voglia di esplorare questa condizione di adolescenza che oggi ci sfugge, che non riusciamo a catturare, piena di sentimenti contrapposti, necessità di partire e voglia di restare, sogno e realtà, la scoperta dell’amore e il dolore di una perdita, impossibile a catalogare, perché contraddittoria.