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Il gioco,
forse, è la cosa più importante del mondo. I bambini hanno bisogno del
gioco per crescere, gli adolescenti giocano per affacciarsi alla vita,
gli adulti per provare a sognare ad occhi aperti o, semplicemente, per
comunicare. |
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È proprio la necessità di comunicare che spinge due fratelli che vivono
in un appartamento nel cuore di una città ad inventare una serie di giochi,
storie, gesti. Perchè non si parlano? Si parlano, eccome. Ma la lingua
di uno dei due sembra ingarbugliata. Egli ha un modo di fare e di comportarsi
del tutto suo. È certo che non può essere lasciato solo, perchè da solo
non ce la farebbe. Egli ha bisogno del fratello sano e il fratello sano
vuole aiutare il fratello malato. Farebbe di tutto per lui. Da tempo registra
i suoi gesti, i suoi movimenti, le sue bizzarrie, perchè non può sopportare
l'idea che suo fratello possa nascondere linguaggi che egli non riesce
a comprendere. Per aiutarlo non ha altra strada che tentare di scoprire
la logica di ciò che fa e di ciò che dice. Non si rassegnerà mai, sarebbe
un'offesa alla propria intelligenza. Del resto il loro rapporto è così
stretto che anche lui, in fondo, ha bisogno del fratello malato. Ha scoperto,
per esempio, che quando questi entra in una storia, sembra felice. E allora,
via, a raccontare storie. Ma le storie, purtroppo, si interrompono, si
spezzano, perdono il capo e la coda ed allora si entra nel mondo delle
piccole cose quotidiane, nelle certezze degli oggetti presenti. La vita
nell'appartamento porta a stabilire delle relazioni che sembrano quasi
piccoli rituali o, volendo, un gioco. Lo spettacolo racconta la storia
del rapporto tra i due fratelli. Il linguaggio è semplice, poetico, intensamente
emotivo: movimenti danzati, brani di storie conosciute, gesti come espressione
di desideri e scambi di intenzioni. L'omonimo libro di Carmelo Samonà,
"Fratelli", ci ha spinti a compiere un viaggio nel mondo delle relazioni
umane, ad esplorare zone non ancora conosciute ma che pure ci appartengono
da sempre. Un viaggio sui sentieri che portano a cercare l'altro, il diverso,
senza stancarci mai. A cercarlo, anche se ci sembra già di averlo trovato.
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