Ali
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  Sassi, molti sassi, una trottola, delle foto ingiallite dal tempo, una camicia profumata: molte storie? No, una sola, quella di un uomo, con i suoi ricordi e la nostalgia dei suoi momenti felici. Ali - foto di scena
  La vita di un uomo che un giorno viene interrogato da un altro, dalle buffe cicatrici in pieno dorso, che gli domanda di imparare. Imparare cosa? A vivere. Scoprendo ricordi seppelliti sotto mucchi di sassi, l'angelo mette a nudo la vita dell'uomo, i suoi dolori e le sue gioie. - Perchè tocchi dove fa male? - Domanda l'uomo. I due attori si agguantano e si sfiorano in una danza della vita fino alla morte. Insegnami "quattro mesi", "la colonia marina", vent'anni, dieci anni insieme! Al che l'uomo risponde con un passo di twist o riconoscendo con le dita tutte le parti e i dettagli del viso: niente è come toccare. Una piuma che vola sempre più alta soffiata dall'uomo, ed eccolo levarsi nell'aria e prendere, lo spazio di un giorno, il posto dell'angelo. E tutto ricomincia. L'uomo, ferite sulla schiena, rimpiazzanti le ali che ha appena perso a sua volta, ricade sulla terra e riparte per una nuova storia. Una vita dopo la vita? Molto di più, una vita nella vita, delle esperienze, dei racconti che si susseguono e che formano una storia umana.
di
Gianluigi Gherzi
Remo Rostagno
Antonio Viganò
regia e scene
Antonio Viganò
con
Joseph Scicluna
Antonio Viganò
collaborazione artistica
Gianluigi Gherzi
coreografie
Julie Stanzak
una co-produzione
Le Grand Bleu
Teatro La Ribalta