UIL PARADISO PERDUTO
Teatro La Ribalta – Kunst der Vielfalt

Di/Von Antonio Viganò

Liberamente ispirato a “Frankenstein” di Mary Shelley // Frei nach “Frankenstein” von Mary Shelley

Bologna | Arena del sole
13.05.2022 h 21:30
14.05.2022 h 19:00

Rassegna CARNE
bologna.emiliaromagnateatro.com

Milano | Teatro la Cucina
13-15.06.2022 h 21:30

Festival Da Vicino Nessuno è normale
olinda.it

Con/Mit: Paolo Grossi, Rocco Ventura, Michael Untertrifaller, Jason De Majo, Maria Magdolna Johannes, Mirenia Lonardi, Sara Menestrina, Stefania Mazzilli Muratori, Rodrigo Scaggiante

Testo e regia/Text und Regie: Antonio Viganò
Assistente alla drammaturgia e disegno sonoro/Dramaturgie und musikalische Bearbeitung: Paola Guerra
Scene e costumi/Bühnenbild und Kostüme: Roberto Banci
Luci/Licht: Andrea Berselli
Trucco/Make-up: Giulia De Biasi

Una produzione/Eine Produktion: Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt

Un uomo viene creato artificialmente dal dott. Victor Frankenstein sfidando le leggi etiche e morali dell’epoca. Le buoni intenzioni che lo guidano, salvare l’uomo dalla morte, falliscono. La creatura non è come il Dottore se l’era immaginata e non corrisponde al modello umano del tempo. Se lo guardi fa paura: è imperfetto, asimmetrico, e deforme. In più, è dotato di una sua propria sensibilità e di sentimenti profondi. La sua scuola di vita, da quando viene abbandonato al suo destino, è la violenza che subisce nel suo peregrinare per il mondo in cerca di un posto dove stare.

La sua figura è per alcuni una sfida oltraggiosa a Dio, per altri un progresso della scienza che non deve avere limiti, e questa dualità di sguardi e pensieri lo rende un personaggio ancora contemporaneo. Ci interroga su tanti temi ancora oggi: il concetto di bellezza, il concetto di corpo, i limiti etici e morali della scienza, il concetto di uomo e del suo senso di abitare questo mondo.

Dr. Victor Frankenstein erschafft unter Missachtung der ethischen und moralischen Gesetze seiner Zeit einen künstlichen Menschen. Er handelt in guter Absicht, möchte den Menschen vor Tod und Krankheit bewahren, doch er scheitert daran. Denn die Kreatur entspricht weder den Vorstellungen des Wissenschaftlers noch dem Menschenbild jener Zeit. Sein Anblick ist erschreckend: unvollkommen, asymmetrisch und deformiert. Darüber hinaus ist er sensibel und hat tiefe Gefühle. Von dem Moment an, da er seinem Schicksal überlassen wird, zieht er auf der Suche nach einer Bleibe durch die Welt, doch erfährt er dabei nur Gewalt.

Für die einen ist sein Anblick eine unerhörte Beleidigung Gottes, für die anderen ein Fortschritt der Wissenschaft, die keine Grenzen haben darf. Diese konträren Ansichten und Überlegungen machen ihn zu einer Figur, die immer noch aktuell ist, denn sie stellt uns Fragen, die bis heute relevant sind. Sie betreffen unser Konzept von Schönheit, das Konzept des Körpers sowie die Frage nach den ethischen und moralischen Grenzen der Wissenschaft; aber auch die Frage, was ein Mensch ist und die Frage nach seinem Sinn in dieser Welt.